Louis Cousin detto Luigi Gentile (1606- 1667)

Matrimonio mistico di Santa Caterina

Olio su rame ovale, cm 25 x 31

 Con cornice, cm 40 x 46

Comunicazione scritta del Professor Francesco Petrucci

Louis Cousin detto Luigi Gentile (Ninove,  1606–Brussel, 1667)

Louis Cousin detto Luigi Gentile (Ninove,  1606–Brussel, 1667)

Matrimonio mistico di Santa Caterina

Olio su rame ovale, 25 x 31

 Con cornice, cm 40 x 46

Comunicazione scritta del Professor Francesco Petrucci

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Louis Cousin è meglio noto come Luigi Gentile o Luigi Primo Gentile, soprannome impostogli per la sua “gentile figura”. Dopo una prima formazione a Parigi si trasferisce, a partire dal 1626 a Roma. Qui entrò a fare parte della Schildersbent, una specie di società di mutua assistenza tra artisti olandesi e fiamminghi. A Roma Gentile fu un protetto dello scultore François Duquesnoy che nell’Urbe godeva di grande stima. Gli stessi suoi colleghi gli riconobbero grandi meriti accogliendolo tra i Virtuosi del Pantheon ed eleggendolo per due mandati, tra il 1651 e il 1653, a Principe dell’Accademia di San Luca. Nel 1646 lavora per il Papa Innocenzo X Pamphilj: secondo quanto riportato dalla documentazione romana il pittore realizza ben ventisette dipinti per il pontefice romano, peraltro nello stesso periodo in cui lavora alla corte Diego Velázquez per eseguirne il famoso ritratto, durante il secondo soggiorno romano del pittore spagnolo. Esempio di commissione papale è l’Annunciazione del Museum of the Order of St. John-min di Londra (cornice di Francesco Perone su disegno di Alessandro Algardi) e la Presentazione di Gesù al tempio (Salamanca, Alba de Tormes, Convento delle Carmelitane).  Datato 1652 è il Ritratto di don Giacomo di Barthos della Galleria nazionale d'arte antica di Roma; probabilmente fu in questo periodo che partecipò, insieme ad alcuni suoi connazionali e agli artisti più famosi del momento, quali il Cortona e il Maratta, alla decorazione dello studiolo di Antonio degli Effetti eseguendo un dipinto su rame, non ancora identificato, rappresentante Nettuno ed Anfitrite

 Esempi della sua produzione ritrattistica sono il Ritratto di gentiluomo e di gentildonna anconetani del Waters Museum di Baltimora, che hanno arricchito con livelli apicali il periodo marchigiano dell’artista. La vasta serie già nota delle opere eseguite per i Moncada parrebbe testimoniare anche un soggiorno siciliano, il pittore sembrava fosse alle prese con impegni di chiara funzione encomiastica: sono modelletti pittorici miniaturizzati e dipinti su rame che anticipano il risultato finale di una traduzione tessile. Nel giugno 1661, comunque, risulta iscritto nella gilda di Bruxelles. Secondo il Passeri (1772, p. 244), lavora per il re di Spagna sia come pittore sia come arazziere ed eseguì vari dipinti per Leopoldo Guglielmo d'Austria (proviene infatti dalla collezione dell'arciduca Venere con Adone ora nel Kunsthistorisches Museum di Vienna)

ll rame in esame si inserisce con coerenza nel corpus dei dipinti di piccolo formato del maestro fiammingo. L’opera rivela un’indiscutibile affinità stilistica ed esecutiva con l’Annunciazione eseguita per Papa Innocenzo X, della quale riprende la conduzione pittorica minuta e vibrante.Il dipinto offre inoltre puntuali riscontri con diverse composizioni autografe, a partire dai rimandi formali riscontrabili nell’Allegoria dei fiumi (Nettuno e il ciclo dell’acqua) del Museo Puškin. Risulta particolarmente significativo, inoltre, il confronto con la Natività della Chiesa dei Cappuccini di Pesaro, dalla quale sembra derivata, con precisione quasi letterale, la fisionomia della figura angelica. Sotto il profilo cromatico, la stesura si distingue per la brillantezza dei rossi e dei blu, elementi caratterizzanti della tavolozza del "Gentile". Tale registro coloristico trova risonanza in altre prove mature dell’artista, come la Vergine che porge il Bambino a sant’Antonio (Roma, Basilica di San Marco al Campidoglio) e la Samaritana al pozzo di collezione privata, confermando l'autografia e la collocazione cronologica del dipinto entro la produzione più alta del pittore.

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