Vedute del Louvre e del Pont Neuf
(2) Olio su tela, cm 20 x 33
Con cornice, cm 22 x 35,5
Pittore francese del XVII secolo, da Jacques Caillot (1592 – 1635)
Vedute del Louvre e del Pont Neuf
(2) Olio su tela, cm 20 x 33
Con cornice, cm 22 x 35,5
Pittore francese del XVII secolo, da Jacques Caillot (1592 – 1635)
Pittore francese del XVII secolo, da Jacques Caillot (1592 – 1635)
Veduta del Louvre – Veduta del Pont Neuf
(2) Olio su tela, cm 20 x 33
Con cornice, cm 22 x 35,5
La coppia di tele in esame deriva dalle Due grandi vedute di Parigi realizzate ad acquaforte dall’incisore francese Jacques Callot (Nancy, 1592 – 1635) tra il 1628 e il 1630 circa, tra i risultati più significativi del suo soggiorno parigino. Esse rappresentano, di fatto, un'impresa tecnica e compositiva unica nel loro genere e di rilievo per ciò che concerne il valore di testimonianza storica ed artistica che rappresentano tutt’oggi: gli scorci immortalati da Callot sono, infatti, una Veduta del Louvre (sinistra) ed una Veduta del Pont Neuf (destra), così come dovevano apparire nei primi decenni del Seicento, assumendo così il valore non solo di semplici cartoline illustrate, ma di veri e propri documenti visivi e topografici. Ciò che colpisce è l'uso sofisticato della prospettiva aerea, ottenuta attraverso la modulazione del segno. Osservando la Vue du Louvre, Callot delinea l'architettura in primo piano con linee incise con maggiore forza e densità, che le fanno apparire nette e scure. Man mano che lo sguardo si sposta verso il fiume Senna e lo sfondo, le linee diventano più sottili, i tratti più radi e leggeri. Questo degrado tonale non solo suggerisce la distanza atmosferica, ma conferisce anche una profondità spaziale quasi tridimensionale, un effetto che precorre l'uso che ne faranno i vedutisti successivi.
La prima tela presenta una veduta che guarda probabilmente verso Ovest, lungo la Senna, dal lato della riva destra (quella del Louvre). L'elemento dominante in primo piano è la grande Torre di Nesle, una struttura circolare e merlata che si ergeva sulla riva sinistra della Senna, all'estremità dell'attuale Pont des Arts. Questa torre, celebre per la sua storia (e per gli scandali reali), è un eccezionale esempio del valore di testimonianza storica offerto da queste vedute: essa fu, infatti, demolita tra il 1663 e il 1665 per fare spazio al Collège des Quatre-Nations (l'attuale sede dell'Institut de France), rendendo quest’opera, e l'incisione di Callot da cui deriva, documenti cruciali per la sua esatta fisionomia e collocazione. Il dipinto mostra anche, in lontananza e oltre il fiume, la sagoma allungata del Louvre. L'acqua è animata da barche da carico e figure in costume d’epoca, che conferiscono alla scena un senso di vivacità tipico delle composizioni di Callot, noto per la sua abilità nel rappresentare la cronaca di strada. La seconda opera offre una prospettiva complementare, concentrandosi sull'area centrale di Parigi. Sebbene l'elemento centrale sia nuovamente la Torre di Nesle in primo piano, la veduta si estende per catturare il Pont Neuf e lo skyline dell’Île de la Cité nel mezzo e in lontananza. Il ponte pur non essendo ancora nella sua veste completamente ultimata (fu completato all'inizio del XVII secolo), costituiva un fulcro di attività commerciali. L'attenzione viene nuovamente posta sui dettagli della vita fluviale, con imbarcazioni che sembrano essere adibite ad una sorta di trasporto passeggeri o attività ludiche, distinguendosi per i vivaci drappi rossi e blu.
Il passaggio dalle incisioni di Callot alla pittura delle due tele presentate non costituisce, dunque, solo una traduzione di tecnica, ma una conferma della diffusione e dell'importanza del modello dell’artista francese, che si serviva dell'acquaforte per garantire la massima circolazione delle sue "notizie" visive (oggi le sue incisioni sono conservate presso i Gabinetti dei più importanti musei internazionali, dal MET di New York, al Louvre, al Museo Carnavlet di Parigi, all’Accademia Carrara di Bergamo).
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