Hubert Sattler (1817 – 1904)

Veduta di Nizza

Olio su tavola, cm 11,5 x 16

Con cornice, cm 19,5 x 24

Firmato in basso a destra con lo pseudonimo “L. Ritschard”

Hubert Sattler (Vienna, 1817 – Salisburgo, 1904)



Hubert Sattler (Vienna, 1817 – Salisburgo, 1904)

Veduta di Nizza

Olio su tavola, cm 11,5 x 16

Con cornice, cm 19,5 x 24

Firmato in basso a destra con lo pseudonimo “L. Ritschard”

Hubert Sattler (1817 - 1904) fu un pittore austriaco, specializzato in vedute e paesaggi, che firmò spesso le sue opere anche con gli pseudonimi Louis Ritschard (come nel caso in esame), E. Grossen e Gottfried Stähly-Rychen. 

Nato a Vienna nel 1817, ricevette una prima formazione dal padre Johann Michael Sattler (1787 – 1847), anch’egli esperto paesaggista e dal nonno materno, noto pittore del tempo, con i quali imparò a disegnare e a dipingere, dopodiché, all’età di soli dodici anni, entrò all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Seguendo le orme del padre, divenne paesaggista, specializzandosi nella ricerca e nella pittura di tele di grandi dimensioni da esporre nei cosmorama. Quest’ultimi si costituivano come mostre di dipinti prospettici di vari luoghi, spesso punti di riferimento del mondo, attraverso un uso attento dell'illuminazione e delle lenti, che conferiva alle immagini un maggiore realismo. Le opere di Sattler si caratterizzavano, dunque, per l’elevato grado di dettaglio, venendo talvolta esposte in stanze buie e illuminate da luci specifiche a clienti paganti che guardavano attraverso un'apertura tramite una lente di ingrandimento. Mentre le opere dei cosmorama precedenti si basavano su antiche incisioni, quelle di Sattler si distinguevano proprio in quanto particolarmente accurate e aggiornate.

Sattler, infatti, fu un artista che viaggiò moltissimo durante tutto il corso della sua vita, partecipando anche a numerose spedizioni di ricerca e documentando minuziosamente e dettagliatamente ogni paesaggio e angolo di città visitato, dall’Italia, alla Francia, alla Spagna, passando per l’Oriente e l’America Latina: queste visioni venivano poi rielaborate nel suo studio sulla base dei propri studi e delle fotografie che scattava. 

Nel diario di viaggio che venne poi pubblicato, Sattler raccontò di come nel suo viaggio nel Vicino Oriente (1842) venne lapidato dalla popolazione locale mentre disegnava a Damasco, in Siria.

Le sue opere vennero esposte in molti paesi, a volte viaggiando con un edificio portatile appositamente realizzato per la loro esposizione e fruizione. Queste mostre, molto redditizie per l’artista, ottennero anche un successo dia parte della critica, che lo elogiò ampiamente per il suo talento artistico, tanto che nel 1848 il tribunale provinciale di Hannover gli assegnò il titolo di professore. Dal 1850 al 1852 Sattler visitò gli Stati Uniti nordorientali portando con sé una raccolta di circa un centinaio di vedute cosmoramiche, introducendo, così, una spettacolare novità rispetto alle mostre panoramiche che imperversavano nel Paese in quel periodo. 

Nel 1870 Sattler donò alla città il Panorama Sattler di Salisburgo di suo padre insieme a più di 300 delle sue opere. Il panorama è in mostra permanente nel Museo Panorama di Salisburgo all'interno del Museo di Salisburgo, insieme a una mostra a rotazione tratta da oltre 130 dipinti cosmoramici di Hubert Sattler conservati presso l’istituzione. In essa si può cogliere pienamente il suo itinerario, che tocca l’Italia (Roma, Genova, Pompei, Venezia, Taormina) e prosegue nelle grandi capitali europee come Londra e Parigi. Quindi, attraversando il Mediterraneo, Sattler rivela i paesaggi esotici del Vicino Oriente e dell’Egitto per poi trasferirsi in America, di cui coglie le metropoli del futuro, come New York ancora senza grattacieli, Boston, Città del Messico, ma anche i grandi monumenti naturalistici, come il Grand Canyon o le cascate del Niagara.

Nella tavoletta in esame l’artista sceglie di immortalare uno scorcio della celebre Promenade des Anglais, la passeggiata che costeggia il lungomare della Baia degli Angeli a Nizza, in Costa Azzurra. 

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