BRAFA ART FAIR 2024
Ars Antiqua è lieta di annunciare la sua partecipazione a BRAFA 2024
25 Gennaio - 4 Febbraio 2024
Brussels Expo Heysel
Halls 3-4
Place de Belgique 1,
1020 Bruxelles (Belgio)
STAND 57
Per maggiori informazioni:
galleria@arsantiquasrl.info / Whatsapp +39 366 4680856
ITALIA E FIANDRE: ITINERARI DI BELLEZZA
In occasione della partecipazione a Brafa 2024, Ars Antiqua ha il piacere di evidenziare alcuni dei rapporti artistici intercorsi tra Italia e Fiandre, a cavallo tra XVI secolo e XVIII secolo.
Il mondo animale, prima tappa di questo itinerario artistico, verrà presentato a partire dal maestoso leone stiloforo in marmo del XIII secolo della bottega napoletana di Tino da Camaino (Siena, 1285 ca - Napoli, 1337), passando ad una rara specchiera del XVII secolo adornata da aquile e leoni intagliati lungo la cornice, e approdando all’imponente capolavoro firmato dal maestro fiammingo Adriaen van Utrecht (Anversa, 1599 – 1653) raffigurante volatili.
Tra le opere proposte spiccherà il glorioso destriero del fiorentino Francesco Montelatici detto Cecco Bravo (Firenze, 1601 - Innsbruck, 1661), cavalcato dall’arciduca Ferdinando Carlo del Tirolo, modelletto per un ritratto già custodito presso il Castello di Ambras a Innsbruck e oggi collocato al Kunstistorisches Museum di Vienna.
Approfondita e ricercata sarà, inoltre, la selezione di sculture bronzee e lapidee rinascimentali a tema animalier.
La sensualità delle figure femminili riscontrabile nella Vanitas di Jan van Bijlert (Utrecht, 1598 – 1671) – approdato a Roma tra il 1621 e il 1623 e partecipe della Gilda di San Luca a Utrecht – e nel Ritratto di giovane donna di Jan Ritgers Niwael (Gorichem, 1595 ca – Utrecht ?, 1674 ca) introdurrà lo spettatore nel cuore della pittura olandese del XVII secolo, mentre la coppia di dipinti raffiguranti allegorie di Cupido per mano di Adries Cornelis Lens (Anversa, 1739 - Bruxelles, 1822) documenterà l’attività artistica dell’illustre maestro fiammingo, intrisa di cultura neoclassica grazie ai numerosi viaggi compiuti in Italia.
All’inconfondibile potenza chiaroscurale e al naturalismo tipicamente caravaggesco vanno ricondotte le monumentali tele di Bartolomeo Mendozzi (Leonessa 1600 - ?, post 1644) e del Maestro degli Armenti (attivo nella metà del XVII secolo), illustranti rispettivamente Cristo coronato di spine e deriso e San Giovanni Battista nel deserto, significative della profonda e rivoluzionaria suggestione che la pittura seicentesca romana ebbe sugli artisti olandesi e fiamminghi.
Il percorso si concluderà, infine, con una sezione dedicata alle nature morte, che sarà documentata dalla primitiva interpretazione offerta dal tedesco Francesco Codino (Francoforte, 1590 – Lombardia, 1635 ca) con la sua Natura morta con cesta di frutta e dal Vaso di fiori del naturalista fiorentino Bartolomeo Ligozzi (Firenze, 1620 ca – 1695), accanto alle quali si collocherà la lenticolare tavola imbandita ad opera di un pittore della bottega del fiammingo Jan Davidsz de Heem (Utrecht, 1606 - Anversa, 1683/1684), di fasto e decoro barocco.