XV secolo, Area toscana, Resurrezione di Cristo, Pietra serena

XV secolo, Area toscana, Resurrezione di Cristo, Pietra serena

XV secolo, Area toscana
Resurrezione di Cristo
Pietra serena, cm 41 x 46 – con base cm alt. 50

XV secolo, Area toscana
Resurrezione di Cristo
Pietra serena, cm 41 x 46 – con base cm alt. 50

Il rilievo in pietra esaminato vede rappresentata al centro la resurrezione di Cristo nel sepolcro, come ben si può osservare nella parte inferiore della pietra, sapientemente scolpita quasi a tutto tondo, che vede il sepolcro da cui emerge la figura di Cristo risorto dopo la morte sulla Croce. Si tratta dell’evento cardine per la religione cristiana, narrato nei Vangeli: tre giorni dopo la Crocifissione alcune donne si recarono al sepolcro portando unguenti profumati, ma una volta giunte sul luogo della sepoltura trovarono la pietra rovesciata e un angelo che le attendeva. La tipologia iconografica più comune, di origine tardo medievale e ancora in uso durante il Rinascimento, è quella in cui il Redentore, anziché sospeso, è in piedi sul o nel sarcofago o ne sta uscendo. Il Concilio di Trento, che sancì per l’iconografia un ritorno rigoroso alle Scritture, disapprovò sia la versione col Cristo sospeso in aria sia quella col Cristo in piedi nel sepolcro; perciò, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, l’immagine più diffusa è quella in cui Gesù compare in piedi davanti a un sarcofago chiuso.
La maestria dell’artista qui operoso è facilmente ravvisabile, ad esempio, nei sapienti tratti della barba e dei capelli di Cristo, resi con estremo realismo, sfruttando anche la composizione stessa della pietra Serena, dalla grana fine e omogenea, materiale utilizzato in scultura e architettura in area toscana a partire dal Rinascimento, che ha permesso un lavoro preciso e raffinato. La mano dello scultore si avvicina alla cerchia di Benedetto Grazzini, conosciuto come Benedetto da Rovezzano (Canapale, 1474 – Vallombrosa, 1554), scultore e architetto attivo nell’area fiorentina dove si conservano molte sue opere presso chiese e palazzi della città, come la Cappella Pandolfini nella Badia Fiorentina o nel Palazzo del Podestà a Firenze dove sono conservate numerose architravi scolpite, infine un San Giovanni Evangelista entro un tabernacolo di marmo alla base di uno dei pilastri che sostengono la cupola nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Un’ulteriore preziosità che accompagna l’immagine di Cristo sono le cornucopie straripanti di frutti che adornano lateralmente la lastra, i cui gambi nascono da un mascherone centrale come fossero due corna. Si apprezzi soprattutto la resa realistica della frutta che fuoriesce dalle cornucopie, simile per la consistenza matura e succosa a quella scolpita nel Putto reggi-ghirlanda su paliotto marmoreo ora conservato presso la National Gallery di Washington.

Epoca

XV Secolo

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