XIX secolo, Scuola lombarda, Fanciulla con fiori

XIX secolo, Scuola lombarda, Fanciulla con fiori

XIX secolo, Scuola lombarda

Fanciulla con fiori

Alabastro, cm alt. 101, 5

XIX secolo, Scuola lombarda

Fanciulla con fiori

Alabastro, cm alt. 101, 5

Soggetto della raffinata scultura analizzata è una graziosa fanciulla, raffigurata stante. I delicati e dolci lineamenti del suo volto sono incorniciati da mossi capelli raccolti. La giovane contempla sognante un piccolo mazzolino di fiori che stringe delicatamente nella mano destra, accennando un timido e riservato sorriso. L’uso del candido alabastro contribuisce a sottolineare la fresca innocenza e la purezza che traspaiono dall’opera.

La scultura riprende il motivo della figura femminile colta in momenti intimi o della semplice quotidianità, caro all’arte tardo-romantica della seconda metà dell’Ottocento. Nel corso del secolo il progressivo abbandono del mito classico quale fonte di ispirazione si accompagna all’emergere di nuovi soggetti tratti dalla letteratura (dalla poesia, ai romanzi, al melodramma) e dalla semplice vita quotidiana, per la capacità di questi argomenti di essere maggiormente comunicativi e meno elitari. Ne sono un esempio il Ritratto della marchesa Virginia Busti da adolescente realizzato da Vincenzo Vela (Ligornetto, 1820 – Mendrisio, 1891) e conservato alle Gallerie d’Italia o la Bice del Balzo, eroina del romanzo “Marco Visconti” di Tommaso Grossi, realizzata da Pietro Bernasconi (Morbio Superiore 1826 – Vacallo 1912) e conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Nell’opera in esame si osservi come lo scultore ha trattato finemente i dettagli graffiti del decoro della veste, come i fini lacci del corpetto su cui sono appuntati dei piccoli fiori o la cintura in vita e della borsetta a tracolla che solleva lateralmente l’abito increspandolo e sollevando all’estremità, lasciando intravedere le scarpe ornate da un semplice fiocchetto. Magistralmente rese sono anche le maniche a sbuffo e le sottili e quasi impercettibili pieghe del velo terminante in un colletto arricciato che copre pudicamente la scollatura del vestito. Ne risulta un’opera di raffinata esecuzione, dove emerge l’abilità dello scultore non solo nel plasmare la materia, ma anche nella resa dei caratteri psicologici del soggetto ritratto.

Epoca

XIX Secolo

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