Valentin Lefèvre, I Santi Marco e Marcelliano esortati al martirio da San Sebastiano

Valentin Lefèvre, I Santi Marco e Marcelliano esortati al martirio da San Sebastiano

Valentin Lefèvre (Bruxelles, 1637 – Venezia, 1677)

I Santi Marco e Marcelliano esortati al martirio da San Sebastiano

Olio su tela, cm 74 x 54 – con cornice cm 70 x 90

 

Valentin Lefèvre (Bruxelles, 1637 – Venezia, 1677)

I Santi Marco e Marcelliano esortati al martirio da San Sebastiano

Olio su tela, cm 74 x 54 – con cornice cm 70 x 90

 

La tela raffigura i santi Marco e Marcelliano esortati al martirio da san Sebastiano e individua, come sottolineato dalla perizia del Prof. Ugo Ruggeri, la mano di Valentin Lefèvre (1637 – 1677). Si tratta di uno dei tipici esercizi di copia che Lefèvre era solito intraprendere dalle opere di artisti veneziani del XVI secolo, in particolare Paolo Veronese (1528 – 1588). L’opera deriva infatti dalla tela di soggetto analogo, realizzata dal Veronese, per la chiesa di San Sebastiano a Venezia.

IL Lefèvre, nato a Bruxelles nel 1637, si trasferì a Venezia negli anni ’50 per studiare la pittura veneta e, in particolare, il Veronese. Il dipinto si inserisce dunque in quel percorso di rivisitazione di testi pittorici cinquecenteschi attuati dall’artista fiammingo, sia nell’attività pittorica, che in quella disegnativa, che trova il proprio apice nelle incisioni dell’Opera selectoria quae Titianus Vecellius Cadubrensis et Paulus Caliari Veronensis inventarunt ac pinxerunt, pubblicata a Venezia da Jacobus van Campen, nel 1682, documento principe dell’attività di traduzione testimoniata anche dalla tela qui analizzata e convalida dello specialismo dell’artista fiammingo in questo campo.

Un interessante confronto stilistico si evidenzia con una Presentazione al Tempio della Royal Collection di Edinburgh, di cui una incisione si trova presso l’Harvard Art Musuem. Un altro confronto può essere riscontrato con una Presentazione della Vergine al tempio, conservata a Besançon, in Francia, presso il Museo di Belle Arti e Archeologia. Fra le opere musealizzate si può citare una rappresentazione di Esther e Assuero conservata presso l’Hermitage di San Pietroburgo.

Secondo la tradizione, Marco e Marcelliano erano fratelli, figli di due cristiani di Roma, Tranquillino e Marzia; divenuti anch’essi attivi cristiani, vennero nominati diaconi e, nonostante la loro carica ecclesiastica, si erano sposati e avevano avuto figli. Una volta che l’imperatore Diocleziano obbligò i cristiani ad adorare gli dèi pagani, Marco e Marcelliano, che si erano rifiutati di obbedire, vennero arrestati e rinchiusi in carcere.

L’episodio va riferito a un evento narrato nella Passio Sancti Sebastiani, scritta dal monaco Arnobio il Giovane nel V secolo. È il momento in cui i due fratelli gemelli Marco e Marcelliano, incatenati, escono dal Palazzo Pretorio per essere condotti, incoraggiati da San Sebastiano, che li aveva convinti a non abbandonare la fede cristiana, al martirio. Egli si volge verso di loro indicando il cielo per ricordargli la gloria celeste che li avrebbe attesi. Sono seguiti dalla figura della madre sofferente e disperata, mentre, sostenuto da due servi, il vecchio padre dalla lunga barba, cammina loro incontro; in ginocchio, sulla gradinata, le giovani mogli con i figli in atteggiamento supplichevole.

L’opera è corredata dalla perizia critica del Prof. Ugo Ruggeri

Epoca

XVII Secolo

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