Seguace di Francesco Guardi, Veduta di Campo Santi Giovanni e Paolo

Seguace di Francesco Guardi, Veduta di Campo Santi Giovanni e Paolo

Seguace di Francesco Guardi (Venezia, 1712 –1793)

Veduta di Campo Santi Giovanni e Paolo

Olio su tela, cm 70 x 92,5 – con cornice cm 83 x 105

Seguace di Francesco Guardi (Venezia, 1712 –1793)

Veduta di Campo Santi Giovanni e Paolo

Olio su tela, cm 70 x 92,5 – con cornice cm 83 x 105

 

La raffinata veduta veneziana qui presa in esame raffigura uno scorcio di campo San Giovanni e Paolo, uno degli spiazzi più ampi di Venezia, situato nel sestiere di Castello. Sulla destra del campo spicca su un alto basamento di marmi policromi, il monumento equestre in bronzo dedicato al condottiero Bartolomeo Colleoni realizzato tra il 1480 e il 1488 di Andrea del Verrocchio. L’imponente chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, chiamata anche San Zanipolo in dialetto veneziano e definita il “Pantheon” di Venezia perché qui si celebravano i funerali solenni ed al suo interno vi sono sepolti 25 dogi, chiude l’angolo con la Scuola Grande di San Marco che si sviluppa anche lungo la fondamenta del rio Mendicanti adiacente. La facciata della Scuola, gioiello rinascimentale, è costituta da una delicata composizione di edicole, lesene corinzie e statue in marmo bianco e policromo. La veduta intende cogliere uno spaccato della vita quotidiana della Venezia settecentesca: la piazza centro vitale della città è infatti gremita di dame e gentiluomini intenti a conversare, passeggiare e svagarsi con giochi popolari, come il gruppo di tre uomo raffigurati al centro, o di lavoratori impegnati nelle proprie attività quotidiane. Anche il canale sulla sinistra è attraversato da un gran numero di gondole, che scorrono veloci sotto la guida degli abili gondolieri.

Il soggetto conobbe grande fortuna tra i pittori vedutisti, in particolare Francesco Guardi (Venezia, 1712 –1793) realizzò diverse tele raffiguranti Campo San Zanipolo in occasione della visita di Pio VI al capoluogo veneto, avvenuta nel 1782. Nei due dipinti conservati al National Trust e all’Ashmolean Museum di Oxford, la piazza, ripresa dalla medesima prospettiva, appare gremita di gente e davanti alla Scuola di San Marco si nota un monumentale palco eretto appositamente per la benedizione dal papa alla folla. Anche Bernardo Bellotto (Venezia, 1721 – Varsavia,1780) e Canaletto (Venezia, 1697 – 1768) si cimentarono del medesimo soggetto: per il primo si veda la tela conservata alla National Gallery of Art di Washington DC, dove viene rappresentato lo stesso scorcio in una dimensione di tranquilla quotidianità, mentre per Canaletto si osservi l’opera della Royal Collection of United Kigndom realizzata tra il 1736 e il 1740 incentrata sulla raffigurazione della Chiesa e dalla Scuola di San Marco, questa volta ripresi frontalmente e il dipinto

Infine, per confronto si citano anche le due tele di Michele Marieschi (Venezia, 1710 – Venezia, 1744), vedutista veneziano ed incisore, maestro dello stesso Guardi, e del suo allievo Francesco Albotto (Venezia, 1721 circa – 1757); il dipinto di Marieschi, simile per impostazione all’opera in esame, è oggi conservato in collezione privata, mentre l’opera di Albotto è esposta presso il Museo di Capodimonte di Napoli.

Epoca

XVIII Secolo

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