Gaspare Celio (Roma, 1571 – 1640)o, Scontro tra amazzoni

Gaspare Celio (Roma, 1571 – 1640)o, Scontro tra amazzoni

Gaspare Celio (Roma, 1571 – 1640)

Scontro tra amazzoni

Olio su tela, cm 179 x 74

Comunicazione del Prof. Giancarlo Sestieri

Gaspare Celio (Roma, 1571 – 1640)

Scontro tra amazzoni

Olio su tela, cm 179 x 74

Comunicazione del Prof. Giancarlo Sestieri

 

Gaspare Celio nacque a Roma nel 1571, fu pittore, scrittore, matematico, architetto civile e militare, anche se di quest’ultima attività, ricordata nella sua epigrafe tombale in S. Maria del Popolo a Roma, non resta alcuna testimonianza. Fonte di informazione principale è la “vita” che gli dedica il Baglione, piena di livore, ed il Bellori nelle postille marginali (p. 377) dice addirittura che essa fu scritta dal Baglione solo per dar sfogo all’astio, originato dal fatto di non essere mai citato dal Celio nella Memoria delli nomi…, con omissione palesemente intenzionale. Lo stesso Bellori definisce “goffi” entrambi gli artisti, aggiungendo che “più goffo e maligno era il Celio”. Questa qualifica si accorda con il ritratto morale che del Celio fa il suo amico G. V. Rossi nella Pinacotheca (1645), lodandone l’onestà, ma ricordandone anche il temperamento rissoso e vendicativo e lo stravagante fanatismo per gli studi di astrologia, per i quali rischiò di incorrere nei rigori dell’Inquisizione. Egli apprese i principi del disegno da Nicolò Circignani, anche se poi l’artista stesso, pur ricordando nella Memoria molte opere del Pomarancio, non accenna a un suo alunnato. Ma agli effetti della sua formazione non vanno trascurati i rapporti che egli ebbe con l’intagliatore fiammingo Hendrick Goltzius. Da questa attività giovanile l’artista ricavò la gran pratica e facilità di disegnatore per cui era apprezzato dai contemporanei. Altri disegni, ripresi dalle opere di Roma, fece per il gesuita Giuseppe Valeriano, grazie al quale ebbe l’incarico di dipingere la cappella della Passione (di patronato, Mellini) nella chiesa del Gesù. Probabilmente era appena ritornato da Parma, nell’estate del 1607, quando dipinse il Passaggio del Mar Rosso nel soffitto di una sala al primo piano del palazzo Mattei di Giove, dove nel 1608 dipingeva la volta di una sala del pianterreno con Giove che folgora i giganti e ancora nel 1615 l’artista decorava la cupola (Dio Padre in gloria) della cappellina per la quale aveva fornito anche la pala con la Natività. Nel 1609 era principe dell’Accademia di S. Luca. Oltre agli affreschi citati, restano, ma offuscati dall’umidità e ben poco leggibili, due scomparti nella volta della cappella Caffarelli (la prima a destra) nella chiesa della Minerva, con Storie di sDomenico. Ci è noto solo un suo dipinto da cavalletto: una Battaglia di Furio Camillo, firmata, nella Galleria Borghese. Suoi disegni sono conservati nel Gabinetto delle stampe degli Uffizi a Firenze.

Gli interessi culturali esclusivamente manieristici del Celio sono evidenti nel suo libretto Memoria delli nomi dell’artifici delle pittureche sono in alcune chiesefacciatee palazzi di Roma, che egli dedicava l’11 aprile 1620 all’amico G. V. Rossi, e di cui subito circolarono copie manoscritte: fu, però, pubblicato solo nel 1638 a Napoli, per Scipione Bonino, con aggiunte del medico S. Vanini.

Epoca

XVII Secolo

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