Scuola lombarda, Fine XV – inizio XVII secolo, Coppia di Cariatidi

 Scuola lombarda, Fine XV – inizio XVII secolo, Coppia di Cariatidi

 Scuola lombarda, Fine XV – inizio XVII secolo

Coppia di Cariatidi

Legno, cm alt. 120

 Scuola lombarda, Fine XV – inizio XVII secolo

Coppia di Cariatidi

Legno, cm alt. 120

 

Le raffinate opere prese in esame costituiscono un raro esempio di cariatidi lignee lombarde, ascrivibili al XVII secolo. Il termine cariatide designa un elemento architettonico e decorativo, raffigurante figure femminili, usato in luogo di colonne o pilastri a sostegno di sovrastanti membrature architettoniche. Il nome, che deriva dalle donne di Carie, antica città greca della Laconia, è esteso spesso anche alle analoghe figure maschili, detti altresì telamoni o atlanti, o alle figure che reggono canestri sul capo (canefore).

Gli esemplari analizzati si contraddistinguono per il pregiato intaglio che delinea minuziosamente il profilo delle figure, decorate da eleganti motivi ornamentali e definiti dettagli. La coppia, ancora di gusto cinquecentesco, è caratterizzata da una decorazione a grottesca. Le due figure femminili, delineate a mezzo busto, sono rivolte frontalmente; il loro volto è incorniciato da mossi cappelli decorati da una fila di perle, la quale orna anche il collo delle giovani. La maestria dello scultore è evidente nei tratti dei volti: il naso sottile e delicato, le arcate delle sopracciglia ben definite, gli occhi piccoli ed espressivi. L’elemento architettonico è inoltre arricchito da articolati motivi decorativi e da una ricca composizione vegetale dalla quale emerge al centro un melograno, simbolo di prosperità e fertilità.

La cariatide conobbe vasta diffusione in epoca greco-ellenistica e romana, per continuare ad essere utilizzata nel corso dei secoli nell’arte romanica, rinascimentale, barocca e nel neoclassicismo. Tra gli esempi ancora oggi osservabili si citano gli imponenti telamoni della facciata della Casa degli Omenoni, celebre palazzo milanese costruito intorno al 1565 da Leone Leoni (Arezzo, 1509 circa – Milano, 1590), scultore imperiale al servizio di Carlo V d’Asburgo e Filippo II di Spagna. Disegnati dal Leoni stesso, gli Omenoni vennero realizzati da Antonio Abondio (Riva del Garda, 1538 – Vienna, 1591), scultore lombardo che proseguì la carriera all’estero entrando al servizio degli imperatori del Sacro Romano Impero (in particolare Massimiliano II e Rodolfo II).

Un altro raffinato esempio di cariatidi lignee si può osservare in un luogo non distante da palazzo Leoni, ovvero nella Chiesa di San Fedele, uno degli esempi più importante di architettura della Controriforma. Consacrata nel 1579 dall’arcivescovo San Carlo Borromeo, la chiesa presenta una sacrestia barocca che custodisce le imponenti opere in legno di noce dei fratelli Giovanni, Giacomo e Gianpaolo Taurino, attivi per alcuni decenni nella chiesa dei gesuiti milanesi. Figure umane, animali e festoni penduli ornano gli armadi delle pareti, separate da pilastri e aitanti putti in funzione di cariatidi.

Epoca

XVII Secolo

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