Russia, 1870 ca., Icona con quattro Madonne

Russia, 1870 ca., Icona con quattro Madonne

Russia, 1870 ca.

Icona con quattro Madonne

Tempera su tavola, cm 56 x 48,5

Russia, 1870 ca.

Icona con quattro Madonne

Tempera su tavola, cm 56 x 48,5

 

L’icona, dal greco eikon, immagine, presenta la narrazione di alcuni episodi della vita della Vergine e di Gesù. La particolarità delle icone si evidenzia già dalla preparazione del supporto su cui si dipinge. La stessa tavola di legno è simbolo della croce, mentre la tela è simbolo del mandylion, ovvero il velo della Veronica, o della Sindone; il gesso che viene steso sulla tela, il levkas, è simbolo della pietra. Le icone erano dipinte su tavole di legno, generalmente di tiglio, larice o abete. Sul lato interno della tavoletta era solitamente effettuato uno scavo, chiamato “scrigno” o “arca”, in modo da lasciare una cornice in rilievo sui bordi. L’icona non è un’interpretazione personale, ma un rito con precisi canoni da rispettare; al contrario dei quadri, di cui spesso si conosce il nome dell’autore, l’icona deve rimanere anonima. La teologia riteneva le icone opere di Dio, realizzate attraverso le mani dell’iconografo, che fungevano da strumento divino.

L’icona in esame è suddivisa in quattro scoparti, corrispondenti a quattro differenti iconografie della Vergine: la Madonna Smolensk, la Madre di Dio del Segno (Novgorod), la Madonna Tichvin e la Madonna Fedorov. L’icona che si venera nella cattedrale di Smolensk, dedicata all’Assunta, viene da Costantinopoli ed è del tipo dell’Odigitria.  Secondo la tradizione, sarebbe stata dipinta da S. Luca per la comunità di Antiochia. Nel 1046 fu portata in Russia dalla principessa bizantina Anna. Nel 1101 Vladimir Monomach, figlio di Anna, la portò a Smolensk, collocandola nella cattedrale dell’Assunta e da allora l’icona prese il nome di Smolenskaja diventando un punto di riferimento per invocare consiglio e soccorso. L’icona della Madre di Dio “del Segno” raffigura la Santissima Vergine con le mani alzate in atteggiamento orante. La Chiesa ortodossa la festeggia il 10 dicembre. Raffigurato all’interno di uno scudo circolare, sul petto di Maria, vi è il Cristo con la mano destra benedicente. Tale rappresentazione riconduce alle più antiche raffigurazioni iconografiche della Theotokos, presenti già in alcune tombe di epoca romana. L’icona prese il denominativo “Madonna del Segno” dopo un fatto prodigioso: nel 1170 durante un assedio nemico alla città di Novgorod, da una di queste sacre immagini incominciarono a scendere delle lacrime. Dopo la comparsa di un tale segno divino, gli aggressori furono colti dal terrore e vennero sconfitti. Le leggende legate alla Madonna di Tichvin raccontano invece di miracolose sparizioni ed improvvisi ritorni. Nel 1383 secondo la tradizione alcuni pescatori videro l’Immagine sorvolare, in uno splendore di luce, le acque del lago Agoda. L’Icona si fermò nei pressi della città di Tichvin ed in quel luogo furono costruite cappelle e chiese tutte dedicate alla Madre di Dio. Infine, il tipo della Tenerezza Fedorovskaja fu dipinto per la prima volta nel 1239, su commissione del principe di Kostroma, Vasilij Kavasnia, che aveva avuto una visione miracolosa durante una battuta di caccia. L’icona ricevette la sua denominazione della chiesa di San Fedor Stratilate in cui fu collocata.

 

Epoca

XVIII Secolo

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