Napoli, XVII secolo, Coppia di consolle

Napoli, XVII secolo, Coppia di consolle

Napoli, XVII secolo

Coppia di consolle

Legno scolpito, inciso e dorato a mecca e piano in marmo, cm h. 92 x l. 114 x p. 61,5

Napoli, XVII secolo

Coppia di consolle

Legno scolpito, inciso e dorato a mecca e piano in marmo, cm h. 92 x l. 114 x p. 61,5

 

La consolle assume in età barocca un carattere eminentemente decorativo e rappresentativo che prevale sulla funzionalità: trionfi di foglie, frutta, volute, fregi, conchiglie, sculture a tutto tondo costituiscono ora i sostegni del piano, componendosi in fantasiosi assemblages concepiti con inventiva dagli intagliatori cui spesso si affiancavano gli scultori stessi. Vere e proprie opere d’arte, le consolles barocche, soprattutto in ambito romano e meridionale in genere, si caratterizzano spesso con sculture decorative di carattere allegorico o mitologico, elementi d’arredo che integrano così il decoro della parete. Destinate a sostenere raffinati studioli, scrigni, orologi, vasi, busti, coppe, erano già di per sé preziose sculture e come tali venivano ammirate. Gli esemplari più semplici conservano l’aspetto del tavolo con gambe di forma tronco-piramidale arricchite da cornici in rilievo e applicazioni d’argento o legno dorato che riprendevano le decorazioni della fascia sotto il piano. Le consolles, molto spesso, presentano gambe a forma di tronchi d’albero, sfingi alate, cariatidi, volute di foglie con mascheroni, putti, tritoni, satiri, legate fra loro da intermezzi di ghirlande, cornucopie, delfini, exploit del decorativismo di età barocca. Lo stesso scultore Gian Lorenzo Bernini, così come altri scultori, architetti e persino pittori affermati, quali Borromini, Pietro da Cortona, Carlo Maratta, Salvator Rosa, eseguivano direttamente i disegni per l’intaglio di questi arredi. Per questo motivo le consolles barocche appaiono come vere opere d’arte. Altro elemento che caratterizza questo arredo è il piano poggiato sulla struttura, di forma rettangolare e più spesso centinato, era di marmo pregiato, alabastro, rosso di Francia, nero scritto, verde antico, diaspro orientale, massiccio o placcato.

La coppia di consolles in esame, in legno dolce interamente intagliato e dorato a mecca, rientra proprio in questa tipologia di arredi, come ben si può osservare dal gusto decorativo del supporto, riscontrabile in un esemplare, in legno interamente scolpito e dorato, conservato nella Reggia di Caserta, quasi certamente opera di Gaetano genovese, uno degli architetti di re Ferdinando II, che fece eseguire per il rinnovamento della sua dimora. Nella coppia qui presentata, le quattro gambe, dalla sinuosa forma a S concava e convessa, sono decorate nella fascia sotto il piano con foglie acantacee e fiori posizionati al centro e sui sostegni laterali, mentre sulle costolature vi sono incisioni geometriche e i piedi sono ornati da una voluta vegetale. La fascia sottostante il piano in marmo bianco screziato, sinuosamente mossa, presenta incisioni geometriche che riprendono quelle delle costolature delle gambe e vi sono eleganti tralci fogliacei intagliati sul fronte, che contribuiscono alla preziosità della decorazione barocca.

Epoca

XVII Secolo

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