Joseph Anton Koch (1768 –1839), Cascate di Tivoli

Joseph Anton Koch (1768 –1839), Cascate di Tivoli

Joseph Anton Koch (1768 –1839)
Cascate di Tivoli
Olio su tela, cm 37 x 47- con cornice 58,5 x 68,5
Firmato in basso a sinistra “A. Koch Roma”

Joseph Anton Koch (1768 –1839)
Cascate di Tivoli
Olio su tela, cm 37 x 47- con cornice 58,5 x 68,5
Firmato in basso a sinistra “A. Koch Roma”

 

Il dipinto, di cura paternità grazie alla firma presente in basso a sinistra, è della mano del pittore austriaco-tedesco Joseph Anton Koch (Elbigenalp, 27 luglio 1768 – Roma, 12 gennaio 1839), considerato l’esponente maggiore di quel Romanticismo pittorico tedesco a base classicista. Nato in un piccolo villaggio austriaco, Koch si formò nella bottega di uno scultore di Augusta, e infine fine per sei anni nell’ Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Verso la fine del 1794, grazie a una borsa di studio del mecenate George Nott giunse in Italia. Visitò Bologna, Firenze, Napoli e Salerno, e si entusiasmò per i capolavori della pittura italiana; all’inizio del 1795, arrivò a Roma, città che divenne la sua nuova patria d’adozione. Qui si integrò nel cerchio artistico dei Deutsch-Römer, i tedeschi residenti a Roma, stringendo amicizia in particolare con Asmus Jacob Carstens, da cui imparò a rappresentare le forme umane, capacità che gli tornerà utile più tardi per le illustrazioni della Divina Commedia, soggetto poi affrescato anche nella Villa Giustiniani Massimo, e per la creazione dei quadri a soggetto biblico o mitologico. Strinse inoltre amicizia con lo scultore danese Bertel Thorvaldsen, con cui condivise un alloggio a Via Sistina e verso il 1810 entrò in contatto con i Nazareni, i quali guardarono a Koch come a un maestro. A partire dal 1803, oggetto delle pitture di Koch divenne la campagna romana: amava il paesaggio del Lazio, in particolare la foresta di querce della Serpentara e il borgo di Olevano Romano, una località dove soggiornò per più di trent’anni durante il periodo estivo e che fu per Koch fonte di ispirazione artistica. Anche la tela in esame raffigura un bucolico paesaggio laziale, un’ampia veduta delle cascate di Tivoli. Lo spettacolo delle cascatelle rimane sullo sfondo, ma domina comunque la scena, sovrastato dalla città. Tutt’intorno si innalza una catena di monti solcata da nuvole vaporose, mentre sui pendii si aprono delle verdeggianti distese boschive. In primo piano sulla sinistra un imponente masso roccioso è affiancato da un sentiero attraversato da un’unica figura umana: una donna che traporta sulla testa una piccola cesta. Questa attenzione per la natura, vera protagonista delle opere di Koch, si può riscontrare anche in altre sue opere come Il paesaggio eroico con Arcobaleno portato a Monaco di Baviera da uno dei suoi più importanti protettori, il Principe e poi re Ludwig I, mentre il soggetto delle cascate si ritrova nei dipinti Cascate vicino Subiaco alla Nationalgalerie di Berlino e in Le cascate di Schmadribach conservato alla Neue Pinakothek di Monaco. Una simile ripresa delle cascatelle di Tivoli, seppur più ravvicinata e animata da diverse figure in primo piano, venne inoltre raffigurata nel 1818 dal pittore tedesco Carl Philipp Fohr, il quale fu allievo e grande ammiratore dei romantici paesaggi di Koch. Oggi la tela è conservata alle Städtische Galerie di Francoforte sul Meno.

Epoca

XVIII Secolo

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