Cerchia di Francesco Trevisani, Santa Teresa d’Avila

Cerchia di Francesco Trevisani, Santa Teresa d’Avila

Cerchia di Francesco Trevisani (1656-1746), Secolo XVII

Santa Teresa d’Avila

Olio su tela, cm 74 x 61,5

Cerchia di Francesco Trevisani (1656-1746), secolo XVII

Santa Teresa d’Avila

Olio su tela, cm 74 x 61,5

 

Rappresentata con il saio delle monache carmelitane, santa Teresa d’Avila è qui ritratta durante una visione mentre, in preghiera davanti al crocifisso, è pervasa da una lama di luce proveniente dall’alto e da un’irradiazione luminosa, emanazione del divino, proveniente dal crocifisso. Sull’inginocchiatoio a cui è appoggiata si trovano i normali attributi legati alla vita contemplativa e penitente, il crocifisso, il flagello e i libri su cui meditare. La santa, che visse in Spagna tra il 1515 e il 1582, nacque ad Avila in una famiglia aristocratica. A vent’anni entrò nel convento carmelitano della sua città natale dopo essere stata educata per sei anni presso le monache agostiniane. Visse per lungo tempo isolata, dedicandosi il più possibile alla preghiera e alle letture dei testi dei Padri della Chiesa. In questi anni ebbe numerose esperienze mistiche e visioni estatiche, di cui è rimasta documentazione nei suoi scritti. Dal 1560 iniziò ad elaborare la riforma dell’Ordine riportando la Regola delle origini. Nel dipinto qui analizzato il volto dai lineamenti gentili, è caratterizzato da uno sguardo dolce, rivolto verso il crocifisso, da cui proviene un raggio di luce divina.

L’opera si avvicina alla produzione di Francesco Trevisani (1656-1746), uno dei più importanti artisti che a Roma continuarono a dipingere sulla scia di Carlo Maratta. Caratteristica della sua pittura è il sentimentalismo languido che pervade molte delle sue figure, con il pathos seicentesco che sfuma nell’elegia. Confronti diretti con l’opera di Trevisani possono essere effettuati con la Santa Maria Maddalena penitente della Galleria dell’Accademia Nazionali di San Luca e con la Santa Maria Egiziaca conservata nel Museo d’Arte Sacra di Spoleto. In entrambi i dipinti si riscontra il medesimo ovale del volto delle sante rischiarato da una luce diretta. La fattura delle mani, ma anche l’andamento mosso e dai forti chiaroscuri del panneggio delle vesti è un altro elemento ricorrente all’interno dei dipinti analizzati.

Epoca

XVII Secolo

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