Cerchia di Carlo Bonavia, Veduta costiera

Cerchia di Carlo Bonavia, Veduta costiera

Cerchia di Carlo Bonavia (Roma, … – Napoli, dopo il 1788)

Veduta costiera

Olio su tela, cm 30 x 40, con cornice 50 x 57

Cerchia di Carlo Bonavia (Roma, … – Napoli, dopo il 1788)

Veduta costiera

Olio su tela, cm 30 x 40, con cornice 50 x 57

 

Nella presente veduta costiera il cui stile mostra l’influsso del Maestro Carlo Bonavia, si aprono piccoli e visionari squarci del Grand Tour in voga per tutto il corso del XVIII secolo. Opera di un artista orbitante nella sua cerchia, si notano anche gli influssi di Claude Joseph Vernet, pittore francese di cui il Bonavia era apprezzato e stimato allievo. Il Vernet fu a Roma dal 1734 al 1752, anno in cui fece un breve viaggio a Napoli; fatto che fa supporre che il Bonavia avesse frequentato il Vernet a Roma prima della sua attività napoletana.

Nella rappresentazione ritorna con costanza il medesimo modo di dipingere la struttura dei paesaggi costieri, trattati per blocchi irregolari e giustapposti, ornati da una presenza umana indaffarata posta nella tipica fascia in primo piano e attentamente collocata nella scena. Si confronti la presente tela con alcuni dipinti di Bonavia presenti in collezioni private italiane, quali veduta costiera con scena di naufragio e la veduta costiera notturna, di Vernet in collezione Sestieri a Roma – dove la composizione rispecchia quella della nostra tela – o di Salvator Rosa in collezione privata e Museo del Prado, dove è evidente la similitudine dei cieli con nuvole rese attraverso la medesima tecnica.

Di Carlo Bonavia, artista attivo a Napoli nel XVIII secolo, «bravissimo… pittor di storia» e «pittor di vedute» (nelle parole del critico ottocentesco dell’arte Pietro Zani), sono stati identificati quarantuno quadri, composti fra il 1755 e il 1788. Oltre a paesaggi vari – la costa e le campagne nei dintorni di Napoli, alcune rovine non riconoscibili, monumenti a Pozzuoli e a Baia –, i suoi lavori presentano antichità reali inserite in ambientazioni di fantasia: si tratta dei cosiddetti “capricci” o “vedute ideate”.

Come precedentemente ribadito, in alcuni dei suoi famosi dipinti si nota una certa inclinazione verso lo stile del maestro Claude Joseph Vernet, tant’è che alcune delle sue opere erano state attribuite al Vernet.

In tutte le opere è oltremodo evidente l’influsso, anche nei soggetti, di Salvator Rosa. L’Accademia di San Luca di Roma, i Fine Arts Museums of San Francisco, la Honolulu Academy of Arts, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo di Capodimonte di Napoli, le collezioni Stourhead nello Wiltshire e Beaulieu nello Hampshire (Gran Bretagna) sono alcune delle raccolte pubbliche e private più importanti che conservano dipinti di Bonavia e di suoi allievi.

Epoca

XVIII Secolo

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