Cerchia di Antoine Watteau, Lettura della mano e Serenata

Cerchia di Antoine Watteau, Lettura della mano e Serenata

Cerchia di Antoine Watteau (Valenciennes, 1684 – Nogent-sur-Marne, 1721)

Lettura della mano

Serenata

(2) Olio su tela, cm 59 x 113, con cornice cm 75 x 129

Cerchia di Antoine Watteau (Valenciennes, 1684 – Nogent-sur-Marne, 1721)

Lettura della mano

Serenata

(2) Olio su tela, cm 59 x 113, con cornice cm 75 x 129

In boschi o parchi, in cui prevale una descrizione naturalistica di tipo pittoresco – una natura rigogliosa non imprigionata in schemi geometrici e in cui compaiono spesso frammenti di rovine del passato -, si muovono uomini e donne in atteggiamenti di galante corteggiamento. A Watteau si fa risalire l’invenzione del cosiddetto genere delle “feste galanti”. Le due scene in esame, raffinato esempio di un artista operante nella cerchia del Maestro, riprendono il medesimo tema, variando in un caso la composizione di un celebre quadro di Watteau intitolato “la lezione d’amore” e conservato al Nationalmuseum di Stoccolma. Lo stile, desunto dall’arte di Watteau, riprende e rinnova il tonalismo veneto, nonché le esperienze coloristiche olandesi (Rembrandt) e spagnole (El Greco e Velazquez). Una pittura in cui il tocco è sempre evidente, al punto che i quadri divengono un monumento all’artificio della pittura, non come semplice imitazione del reale ma come abilità nel ricreare, con grande tecnica, la sensazione del reale.

La coppia di dipinti raffigura due particolari scene che vedono come protagonisti fanciulle abbigliate secondo la moda settecentesca; queste sono accompagnate da uomini, anch’essi dagli abiti settecenteschi, probabilmente insieme per un’allegra gita estiva tra i boschi. Nel primo dipinto, il gentiluomo è intento a suonare con una chitarra una melodia, mentre i suoi compagni lo ascoltano seduti su una roccia. L’atmosfera giocosa e pacata si riflette sul paesaggio circostante, rendendolo bucolico e trasportando lo spettatore in una dimensione altra e lontana. Oltre al già citato modello di Watteau “la lezione d’amore” del 1717, speculare rispetto al nostro dipinto ma con i personaggi in simile posa, si rimanda anche ad una seconda versione dipinta da Watteau, “L’Enchanteur”, conservata al Musée des Beaux-Arts di Troyes. La seconda scena, al contrario, presenta un episodio particolare, in cui un uomo anziano abbigliato alla maniera di un antico saggio, con i sandali e il mantello, è intento a leggere la mano alla fanciulla, mentre l’amica ascolta con attenzione le parole del vecchio. Il richiamo al mondo antico risulta evidente anche dalla colonna scanalata che si intravede proprio dietro all’anziano signore e dalla statua del dio Pan che si erge tra il fogliame, allusione al tempo mitico della classicità pagana greca e romana. Questa tipologia di scena era altrettanto diffusa: si veda l’interpretazione del tema da parte dello stesso Watteau conservata al Fine Art museum di San Francisco e quella di Jean Baptiste Pater, allievo di Watteau, conservata al Fitzwilliam Museum della Cambridge University. La mano dell’artista in questione si distingue da quella di Watteau per una maggior definizione delle figure e dei contorni. Considerata l’alta qualità dei due dipinti, potrebbe appartenere ad uno degli allievi del suo Atelier, figure che sebbene siano di primo piano sono tutt’ora in via di definizione.

Con Watteau ha inizio una nuova stagione pittorica. Il rococò settecentesco tramuterà presto in maniera la sua pittura e i suoi soggetti, senza conservare l’alta carica poetica che i quadri di Watteau trasmettono all’osservatore. Solo l’Ottocento, e il Romanticismo in particolare, comprenderà l’effettiva grandezza di questo pittore e dei suoi seguaci.

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