Bottega di Bartolomeo Vivarini (1432 ca. – post 1491), Madonna con Bambino

Bottega di Bartolomeo Vivarini (1432 ca. – post 1491), Madonna con Bambino

Bottega di Bartolomeo Vivarini (Venezia, 1432 ca. – post 1491)

Madonna con Bambino

Olio su tavola, cm 82 x 59,5

Bottega di Bartolomeo Vivarini (Venezia, 1432 ca. – post 1491)

Madonna con Bambino

Olio su tavola, cm 82 x 59,5

 

La tavola in esame raffigura una raffinata Madonna con Bambino, ascrivibile alla bottega di Bartolomeo Vivarini, come ben si può osservare dai modi aspri e scheggiati dei panneggi e dei volti, derivanti dall’ambiente padovano, dove il pittore ricevette la sua prima formazione dopo essere stato collaboratore del fratello Antonio a Venezia. Bartolomeo Vivarini svolse la sua attività artistica soprattutto a Venezia e nelle zone limitrofe, nonché nelle piccole città dell’entroterra veneto. Soggiornò a Padova, dove entrò in diretto contatto con le innovazioni di Andrea Mantegna e di Francesco Squarcione (Padova, 1397 – 1468), di cui subì influssi che lo portarono con entusiasmo al raggiungimento di nuove mete. I modi pittorici di Bartolomeo, a metà strada tra Mantegna e i ferraresi Cosmè Tura e De’Roberti, non vanno però ad approfondire né il rigore del primo né la fantasia dei secondi, ma serbando sempre una vena d’irrazionalismo caratteristica dei pittori formatisi in ambito squarcionesco, come dimostra questa Madonna, caratterizzata dal disegno lineare, dall’accentuazione espressionistica e dai ritmi spezzati.

Bartolomeo introduce molti elementi di novità, come ad esempio un’attenzione per i tratti del volto, resi quasi come delle caricature, e per i contorni netti delle figure. Le caratteristiche principali del suo stile derivano dall’influenza che ebbe su di lui Mantegna, con cui quasi certamente collaborò, insieme al fratello Antonio, nella realizzazione del ciclo di affreschi della Cappella Ovetari agli Eremitani a Padova. La bottega dei Vivarini, gestita insieme ad Antonio, sarà per questo motivo la preferita dagli altolocati committenti, che chiederanno la realizzazione di opere dove la Madonna è rappresentata circondata dai Santi, in una posa di meditazione e intimità, data soprattutto dai gesti, come quello del Bambino che cinge la mano della Madre, che lo regge con tenerezza per non farlo cadere, e dallo sguardo che Lui le rivolge, come di ringraziamento.

Si può pertanto avvicinare la tavola in esame ad altre opere di Bartolomeo, tra cui quella presente sul mercato fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso e documentata in Fototeca Zeri, assai vicina nell’impostazione statica e frontale dei personaggi, in special modo di quello della Madonna assisa su di un trono formato da un alto schienale coperto da uno scranno, nei volti, fissi e algidi, e nella gestualità del Bambino, che stringe dolcemente la mano della Madre. Altri stringenti confronti si possono apportare con tavole e tele di medesimo soggetto conservate presso il Philadelphia Art Museum e il The Walters Art Museum di Baltimora e al Jean Paul Getty di Los Angeles, attribuite alla fiorente bottega dei Vivarini, ma vicine nei modi specialmente alla maniera di Bartolomeo. Infine, lo sguardo rivolto verso l’alto del Bambino richiama l’atteggiamento di due putti facenti parte di uno scomparto di polittico all’Accademia Carrara di Bergamo.

Epoca

XV Secolo

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