Bartolomeo Litterini (Venezia, 1669 –1748), Maddalena penitente

Bartolomeo Litterini (Venezia, 1669 –1748), Maddalena penitente

Bartolomeo Litterini (Venezia, 1669 –1748)

Maddalena penitente

Olio su tela, cm 77 x 58

Bartolomeo Litterini (Venezia, 1669 –1748)

Maddalena penitente

Olio su tela, cm 77 x 58

 

L’opera, dopo uno studio stilistico e comparativo, è da associare alle opere realizzate da Bartolomeo Letterini (1669-1748), figlio di Agostino, anch’egli pittore. Si formò nella bottega paterna, che poi ereditò. Il Litterini fu un pittore mai completamente libero nella sua arte, condizionato dagli insegnamenti del padre e dai desideri delle committenze. Alla fine del XVII secolo gli venne commissionata la realizzazione di quattro tele sulla vita di San Lorenzo Giustiniani, per la chiesa di Murano dei Santi Maria e Donato. La sola ancora presente nella chiesa è l’Apparizione di Gesù Bambino a Lorenzo Giustiniani. Di altre due tele che erano presenti nella chiesa ne rimane solo una copia nello Staatliche Museen di Berlino e nella Galleria nazionale di Oslo.

Dipinse quasi maggiormente opere a carattere religioso, solo nel 1699 per il soffitto di villa Giovannelli a Noventa Padonava, dipinse Saturno che rapisce Filira, che resta una delle poche sue opere a carattere profano. Nel primo decennio del ‘700 il Litterini modificò la propria pittura in termini più poetici e narrativi, probabilmente influenzato da Gregorio Lazzarini, Sebastiano Ricci e Antonio Balestra. Il suo incontro con Andrea Fantoni scultore, di Rovetta di Bergamo lo portarono a realizzare parecchie tele nelle chiese del territorio bergamasco.

L’opera, dalla calibrata composizione e dalla raffinatissima gamma cromatica, è rischiarata da una luce calda e dorata. Qui i capelli sciolti, lunghi e fluenti, caratterizzano la bellezza giovanile della santa, mentre, lo sguardo intenso e addolorato rivolto verso l’alto, risulta quasi partecipe del medesimo dolore del Salvatore. I lunghi capelli sciolti sono un attributo di Maria Maddalena; alludono all’episodio evangelico durante il quale, la nota peccatrice si presentò da Gesù, ospite in casa di Simone, per chiedere perdono dei propri peccati, bagnandogli i piedi con le lacrime e asciugandoli con i propri capelli e profumandoli con un unguento prezioso. Secondo la leggenda Maria Maddalena visse gli ultimi anni della sua esistenza in eremitaggio. Il teschio a fianco della santa è un attributo tipico dell’eremita, usato come fonte di meditazione sulla morte e sugli errori commessi. Alle spalle della santa un cielo azzurro solcato da nuvole illuminate dalla luce divina; gruppi di cherubini in volo accompagnano la visione estatica. Il soggetto iconografico della Maddalena si diffuse rapidamente in epoca controriformistica in polemica con la dottrina protestante che negava la validità del sacramento della penitenza.

Epoca

XVII Secolo

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