Augusto Manzini (1885 – 1961), Un vespero di domenica. Veduta sul Rio della Salute

Augusto Manzini (1885 – 1961), Un vespero di domenica. Veduta sul Rio della Salute

Augusto Manzini (San Giovanni Lupatoto, 1885 – Verona 1961)

Un vespero di domenica. Veduta sul Rio della Salute

Olio su tela, cm 120 x 150

Firmata sul retro “Augusto Manzini, Milano”

Augusto Manzini (San Giovanni Lupatoto, 1885 – Verona 1961)

Un vespero di domenica. Veduta sul Rio della Salute

Olio su tela, cm 120 x 150

Firmata sul retro “Augusto Manzini, Milano”

 

La veduta veneziana in esame, di sicura paternità grazie alla firma posta sul retro, è del pittore veneto Augusto Manzini (San Giovanni Lupatoto, 1885 – Verona 1961). Diplomatosi con il massimo dei voti all’Accademia delle Belle Arti di Verona, si perfezionò prima a Venezia ed in seguito a Milano, dove aprì uno studio fin dal 1919. Nel periodo milanese prese parte a numerose mostre – tra cui l’Esposizione Nazionale d’Arte svoltasi a Brera nel 1915 – e si dedicò particolarmente al genere della ritrattistica, allora molto richiesto dalla committenza locale. Nel 1926 decise di intraprendere un viaggio oltreoceano per raggiungere il Brasile, terra solare e ricca di nuovi stimoli, che attirò diversi artisti italiani nella prima metà del Novecento. Qui Manzini partecipò a diverse esposizioni a San Paolo e a Rio de Janeiro ottenendo importanti riconoscimenti, tanto da ritornare in queste città a più riprese nel corso della sua vita. Interessante notare che anche l’opera qui presentata approdò sulle coste brasiliane, come testimonia il cartiglio posto sul retro che indica il Porto di Alegre, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul.

Ritornato in Italia nel 1935 intraprese un viaggio in Sicilia dove rimase affascinato dai panorami e dai caldi colori dell’isola. Tuttavia, i soggetti prediletti della pittura paesaggistica del Manzini furono soprattutto l’amata Venezia, il lago di Garda e gli scorci della città di Verona che poteva ammirare dalle finestre del suo studio vicino al Teatro Romano e al Ponte Pietra, come testimonia una sua tela realizzata nel 1930 oggi conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Verona.

La sognante e sospesa atmosfera che contraddistingue i paesaggi del Manzini è riscontrabile anche nella veduta in esame, raffigurante lo scorcio veneziano di rio della Salute e denominata dal pittore stesso con il titolo evocativo “Un vespero di domenica”. L’acqua calma del canale, solcata dalla tipica gondola, assume le tinte rosate del tramonto e riflette le sagome dei colorati palazzi e dei muri in mattoni coperti d’edera, da cui s’innalzano rigogliosi alberi. Insieme a Manzini diversi artisti subirono il fascino di questo particolare scorcio della laguna veneta; tra di essi si cita in particolar modo il dipinto di Claude Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926), realizzato nel 1908 e attualmente conservato al Pola Museum of Art ad Hakone in Giappone. Se Monet trasfigura la veduta tramite la tecnica impressionista di cui era maestro, Manzini restituisce una visione dettagliata del paesaggio, definendo con attenzione i singoli particolari, arrivando a delineare anche le piccole onde che smuovono leggermente la superficie dell’acqua. Ne risulta un’opera di grande suggestione, accuratamente studiata sia nella composizione quanto nelle scelte cromatiche.

Epoca

XX secolo, XIX Secolo

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