Attr. a Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629), Sacra Famiglia con San Giovannino

Attr. a Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629), Sacra Famiglia con San Giovannino

Attr. a Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629)

Sacra Famiglia con San Giovannino

Olio su tavola, cm 32 x 26

Attr. a Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629)

Sacra Famiglia con San Giovannino

Olio su tavola, cm 32 x 26

L’opera in esame raffigura la Sacra Famiglia con la Vergine che trattiene il piccolo Gesù Bambino mentre sta giocando con San Giovannino che gli porge la Croce, mentre San Giuseppe rimane in disparte sullo sfondo di un elaborato paesaggio boschivo. Di grande intensità e umanità sono i due bambini che giocano teneramente assieme, mentre i genitori assistono prestando attenzione al loro piccolo figlio. La tavola riporta alla mano di un pittore attivo nella bottega di Bartolomeo Schedoni (Modena, 1578 – Parma, 1615) e assai vicino ai suoi modi nella realizzazione delle Madonne, Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629), parente del pittore Giulio Cesare Amidani, maggiormente noto alla critica settecentesca e confuso con Luigi sino al secolo scorso, quando si è fatta chiarezza sulla sua figura di pittore. Luigi studia in maniera continuata proprio le Madonne di Schedoni (si veda l’Incoronazione della Vergine in Collezione Privata), a partire dal suo alunnato avvenuto presso l’artista dal 1607. Insieme i due emiliani lavorano anche alla decorazione delle nove cappelle nell’abbazia di Fontevivo, di cui rimangono solamente tre tele dello Schedoni (San Pietro, San Paolo e San Sebastiano, Museo di Capodimonte) e un paio di Amidani sempre conservate a Napoli. Probabilmente è da collocare alla seconda metà degli anni 1610-20 un suo viaggio a Roma, dal quale acquisì una vena più naturalistica, visibile nelle opere degli anni successivi. Questi sono gli anni della maturità durante i quali l’artista sviluppa caratteri propri, oltre a quelli già schedoniani come i panneggi, per esempio la posa accovacciata della Vergine, ripresa che si osserva anche nella Madonna con Bambino della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, oppure ancora la resa sottile dei lineamenti, replicata nella Maddalena in collezione privata. Morto Schedoni nel 1615, l’Amidani raccoglie la sua eredità continuando a licenziare opere che riportano i tratti tipici del maestro, come nella Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino (Pilotta, Parma), pur spingendosi verso altri autori, come Sisto Badalocchio, ritornato da Roma nel 1617, come si evince nella tela dell’Amidani con la Sepoltura di Cristo in collezione privata, che propone un linguaggio classicista sull’esempio dei Carracci. I panneggi subiscono una semplificazione, caratterizzati da un chiaroscuro senza mezzi toni e da nitidi tracciati curvilinei, mentre le fisionomie si cristallizzano in espressioni trasognate, con lo scopo di dare vita ad un racconto solenne. Dopo il soggiorno a Milano intorno al 1620-1630, Amidani si allontana progressivamente dai modi di Schedoni, pur mantenendo sempre il lessico del maestro nella Vergine e nell’atmosfera di affettuosa e domestica intimità, accompagnata dalla volumetria accentuata delle vesti rigonfie che abbracciano i corpi avvolgendoli e sottolineandone le forme. Si vedano pertanto a confronto le tele dell’Amidani conservate nel complesso della Pilotta a Parma: la Sacra Famiglia con santa Elisabetta, Sant’Agnese, la Madonna con Bambino tra putti e santi, per la tipologia di volti a forma di cuore, dal mento sottile e pronunciato.

Epoca

XVII Secolo

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Attr. a Luigi Amidani (Parma, 1591 – 1629), Sacra Famiglia con San Giovannino”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart

Nessun prodotto nel carrello.