Achille De Dominicis (1851 - 1917)

Paesaggi laziali con coppia di popolani 

(2) Acquarello su carta, cm 38 x 25

Firme in basso a sinistra, ‘A. De Dominicis, R. 76

Achille De Dominicis (Tivoli, 1851 - 1917)

Achille De Dominicis (Tivoli, 1851 - 1917)

Paesaggi laziali con coppia di popolani 

(2) Acquarello su carta, cm 38 x 25

Firme in basso a sinistra, ‘A. De Dominicis, R. 76

I due acquerelli raffigurano due paatorelli abbigliati con i costumi della tradizione popolare laziale. L'abito ordinario invece era formato da pantaloni attillati lunghi fino al ginocchio; una giacca diritta di colore scuro o verde con farsetto a doppio petto rosso scuro o giallo oro con bottoni dorati o argentati disposti a doppia fila. Sotto i pantaloni vestivano calze bianche di filo e scarpe fatte di pelle grezza. La camicia bianca di lino aveva il collo rovesciato. Il cappello scuro a cono tronco aveva falde tese più o meno ampie. 

Il vestiario femminile aveva colori più vivaci ed era più particolareggiato. L'ampia veste era formata da un corpetto su cui erano accollate maniche che si ristringevano nei polsi; sopra il corpetto il busto era ornato da un nastro a colore con il laccio che attraverso gli occhielli serviva per chiudere il busto dietro la schiena. La gonna a tinta unita era coperta da un grembiule bianco con splenditi ricami a forma di fiori. Le spalle venivano coperte da un fazzoletto di seta triangolare, mentre il capo era coperto con il mantile (piccolo fazzoletto triangolare).

Achille de Dominicis fu avviato all’arte dal padre, pittore dilettante, e proseguì gli studi a Roma, specializzandosi nel paesaggio e in soggetti di genere sotto la guida di Filippo Prosperi, frequenta i corsi dell’Accademia di Belle Arti specializzandosi in paesaggio e soggetti di genere. Sviluppò uno stile corsivo, apprezzato dai mercanti d’arte che lo spinsero alla ripetizione dei soggetti più graditi (Il bersagliere e la cantiniera). I suoi dipinti incontrano il favore dei mercanti dell’arte che lo spingono ad una produzione serale attraverso la replica dei soggetti più graditi. Apre uno studio in via delle Coppelle, 58 e comincia a partecipare a diverse mostre in giro per l’Italia. Così nel 1879 lo troviamo a Milano dove espone Formello, Idilli e La preghiera; l’anno dopo è a Torino con Casa medievale e nel 1881 sempre a Torino, presenta I colombi ed I gelosi.

Nel 1881 entra a far parte della Società degli Acquerellisti in Roma, assumendo lo stesso anno la carica di economo-tesoriere. Esporrà più volte i suoi dipinti alle annuali rassegne della Società. Tra i suoi meriti va ricordato quello di aver avviato alla pittura il suo nipote prediletto, Angelo Rossi, il quale, pur percorrendo brillantemente tutti i gradini della carriera militare (arriverà, a soli 58 anni, al grado di Generale di Corpo d’Armata), fu anche un valentissimo artista entrando a far parte nel 1921 del Gruppo dei XXV della Campagna Romana.

Dal 1879 partecipò a diverse manifestazioni italiane (Formello-contorni di Roma, Idilli, La preghiera, esposti a Milano nel 1879; Casa medievale, esposto a Torino nel 1880; I colombi, I gelosi, esposti a Torino nel 1881; Verona, esposto a Milano nel 1893). A Roma fu membro dal 1881 dell'Associazione degli Acquarellisti con la quale espose vedute del Veneto e del Piemonte.

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