Mariano Rossi (1731 - 1807)

Bacco e Arianna

Olio su rame, cm 24 x 30

Mariano Rossi (Sciacca, 1731 - Roma, 1807)

Bacco e Arianna

Olio su rame, cm 24 x 30 – con cornice: cm 35 x 41,5

L’opera in esame raffigura il mito di Bacco e Arianna. La giovane, abbandonata sull’isola di Nasso da Teseo, è qui raffigurata nel momento in qui Bacco sopraggiunge innanzi a lei. Il dio del vino e dell’ebbrezza, vedendola disperata la volle sposare. Per queste nozze, Bacco le donò di un diadema d'oro creato da Efesto che, lanciato in cielo, andò a formare la costellazione della Corona Boreale. Bacco nel rame esaminato indossa un ampio mantello rosso e sotto di esso porta una pelle di ghepardo. Arianna, invece, è nuda e solo un panno avvolge parte del suo corpo, celandone solo parzialmente la nudità. La giovane siede nei pressi di una fontana circondata da amorini. 

L’opera è da ascrivere alla mano di Mariano Rossi, pittore formatosi a Palermo con Filippo Randazzo. Nel 1744 lo sappiamo a Napoli nella bottega di Francesco Solimena, con il quale apprese la tecnica del buon fresco. Nel 1750 il pittore si trasferì a Roma dove collaborò con Marco Benefial e, nel 1766 fu accolto all'Accademia di San Luca. La sua arte esprime una eccellente sintesi dei migliori artefici napoletani, dimostrando uno studio attento degli esempi del Solimena, di Luca Giordano e Corrado Giaquinto, ma rinnovati dal classicismo romano con esiti di altissimo livello qualitativo. La fama del Rossi è dovuta principalmente all’affresco realizzato per la volta del salone d'ingresso di Villa Borghese a Roma, raffigurante L'Apoteosi di Romolo accolto da Giove nell'Olimpo (1774) e per aver dipinto Il Sogno di Papa Innocenzo III nella chiesa di Santa Maria all'Ara Coeli. Su commissione del re di Napoli, Ferdinando IV, decorò poi, la volta del salone che fa da anticamera agli appartamenti reali della Reggia di Caserta. In questo salone, il pittore raffigurò anche Le nozze di Alessandro Magno con Rossana (1787). 

Le opere di Mariano Rossi, riconosciuto come uno dei maggiori pittori del Settecento italiano, si trovano in tutta Italia e soprattutto in Sicilia, dove, tra le molte imprese, a Palermo dipinse il catino e l'abside della Cattedrale. 

Nel 1767 fece ritorno a Sciacca, dipingendo opere destinate alle varie chiese cittadine tra cui: l’Assunzione della Vergine Maria nella chiesa delle Giummare e La Vergine che consola le anime per la chiesa del Purgatorio. 

La sua carriera fu segnata da prestigiosi incarichi: oltre alle committenze presso la Reggia di Caserta, a Torino realizzò gli affreschi della seconda camera degli archivi del Palazzo Reale (1770-71). Si vedano poi importanti risultati sul mercato ottenuti con la tela andata all’incanto da Christie’s nel 2005, oppure con il bozzetto raffigurante l’Allegoria delle Arti. 

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