Attr.  Coypel, XVIII secolo, Il trionfo di Galatea, Venere e Vulcano

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Attr.  Coypel, XVIII secolo Il trionfo di Galatea Venere e Vulcano Olio su tela, cm 53 x 72
Attr.  Coypel, XVIII secolo Il trionfo di Galatea Venere e Vulcano Olio su tela, cm 53 x 72  

La coppia di dipinti in esame raffigura rispettivamente il Trionfo di Galatea e Venere e Vulcano. Galatea, il cui nome evoca il candore del latte, è una divinità marina figlia di Nereo e Doride, amata dal ciclope Polifemo, il famoso gigante dotato di un occhio solo. La dea tuttavia non corrisponde il suo amore poiché innamorata del bellissimo Aci, un giovane pastore. Un giorno il Ciclope, sedutosi sulla cima di un colle per suonare il flauto in onore dell’amata, scorge Aci e Galatea riposarsi abbracciati sulla riva del mare. Accecato dalla gelosia, afferra un masso e lo scaglia con forza sul pastore uccidendolo. Galatea quindi trasforma l’amato in un fiume in modo che le sue acque possano per sempre confluire nel mare, dove lei dimorava. Nell’opera analizzata Galatea viene raffigurata al centro del paesaggio marino sul suo carro a forma di conchiglia trainato da delfini e guidato da alcuni amorini alati. Accompagnano la ninfa marina un corteo di Nereidi, Tritoni con la caratteristica buccina, conchiglia usata come strumento a fiato, ed alcune ninfe che si riposano e si intrattengono con gli alati amorini sul litorale. Sullo sfondo a destra appare Aci raffigurato come la personificazione di un fiume, mentre si appoggia con il braccio destro sopra un'anfora da cui fuoriesce della zampillante acqua. Il modello per tale dipinto si trova in una tela di Noël-Nicolas Coypel (Parigi 1690 - 1734) raffigurante il Trionfo di Galatea apparsa sul mercato. Si ravvisano assonanze anche con La nascita di Venere (Saint-Pétersbourg, Museo de l'Ermitage) e il Ratto di Europa (Philadelphia, Museum of Art), realizzato per il concorso per il Concours de 1727. Anche il secondo dipinto raffigura una coppia di innamorati: Venere e Vulcano. Alternativamente, si identificano in Giunone e Giove, divinità romane appartenenti alla triade capitolina assieme a Minerva e venerati dai Romani, trovano la loro corrispondenza in Zeus e Era nella mitologia greca. Il dipinto trova un modello dell’opera di Charles-Antoine Coypel (Parigi,  1694 – 1752) dal titolo Giove e Giunone sul monte Ida (Musée Des Beaux Artes, Rennes, France). La coppia è rappresentata al centro mentre si scambia amorevoli effusioni ed è affiancata da un’aquila e numerosi putti alati impegnati a forgiare frecce ed appuntite lance nella fucina del dio. Alcuni di loro sono raffigurati anche sulle vaporose nubi che ricoprono parzialmente il cielo intenti ad accendere le torce del dio Apollo, presentato alla guida del carro del Sole. In entrambe le tele colpisce l’accurata composizione, attentamente studiata negli accostamenti cromatici e il dinamismo delle figure, legate tra loro da corrispondenze di gesti e sguardi. Il dipinto è da ascrivere ai pittori francesi Noël Nicolas e il nipote Charles Antoine Coypel, pittori classicisti eredi di una dinastia artisti celebri per le composizioni a carattere mitologico, capace di infondere nelle sue opere una resa luministica e cromatica notevole, unite ad un tratto pittorico elegante e raffinato. L'interpretazione scintillante di Coypel di questa mitologia marittima ricorda gli abbaglianti effetti acquatici che Noel Nicolas perfezionò durante la sua carriera nei suoi capolavori, citati poco sopra.

Charles-Antoine fu anche un abile politico e raggiunse le più alte cariche dell'Amministrazione artistica. Entrò all'Accademia reale di pittura e scultura nel 1715 e ne divenne direttore nel 1747. Alla morte del padre Antoine gli succedette nel titolo di "Primo pittore del re" ed ebbe un importante ruolo nella creazione della "Scuola degli Allievi Protetti dell'Accademia reale". Ricevette, inoltre, numerosissimi incarichi per dei dipinti nella reggia di Versailles . Fu un eccellente disegnatore di arazzi, realizzandone moltissimi, anche per la famosa Manifattura dei Gobelins. Notevole è la serie dedicata a Don Chisciotte, poiché fu il primo artista ad illustrare le gesta dell'eroe spagnolo, in modo molto accurato e professionale. Nel 1747 fu incaricato dalla regina di Polonia di disegnare una serie di scene teatrali per le sue tappezzerie.

SKU 10143

Scheda tecnica

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Epoca
XVIII Secolo
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